Complimento senza eleganza perde valore e può diventare molestia

6 months ago Attualità, Racconti di Vita100

Sui mezzi pubblici, al bar, al supermercato, per strada. Quel fischio inatteso, quel “ciao bella dove vai?”, quello sguardo invadente, quel colpo di clacson segnano una linea di confine. Ecco che il complimento diventa eccessivo!

Quando sfocia nella molestia? Questa pratica si chiama catcalling perché ricorda i versi che si usano per chiamare i gatti, ma le donne non sono felini e questo comportamento in alcuni paesi, come in Francia, è ritenuto un reato.

 

Quando il complimento non è richiesto

Il complimento fatto da una persona conosciuta è contestualizzato e si inserisce in una relazione che si ha, fatta di situazioni e vita vissuta. L’apprezzamento goffo e maleducato che arriva da uno sconosciuto può essere invece, non gradito e invadente, come se si stesse commentando un poster o un manifesto inanimato.

Quante volte vi è capitato di fare finta di parlare al telefono per prendere coraggio e passare su quella strada dove è fermo un gruppetto di uomini?

Bei capelli… bel culo… mi farei volentieri un giro… ti faccio vedere le stelle” è la serie di commenti che possono accompagnare il passaggio.

Come reagite?

1) Alzate il dito medio e proseguite

2) Fate finta di non sentire

3) Ringraziate con un sorriso ironico

Qualsiasi sia la reazione, il disagio è vivo e il primo pensiero è: “la prossima volta cambio strada”.

E allora si pensa: “Forse questa gonna è troppo corta, avrei dovuto sceglierne un’altra questa mattina” – “Forse la maglia è troppo stretta” – “Forse avrei dovuto mettere un jeans con le scarpe da ginnastica”.

Una sicurezza c’è: nessuno ha chiesto loro un’opinione sulla gonna, sulla maglia, sul vestito, sui capelli. E no, se non si apprezza questo tipo di complimento, non significa tirarsela. Il complimento è una componente molto importante del corteggiamento e va usato nel modo giusto. Sulla bilancia della vita “Un grammo di comportamento vale un chilo di parole.”

Che differenza c’è tra “ Ciao bellezza” urlato da lontano e “Buongiorno signorina, volevo solo dirle che lei è molto bella” detto avvicinandosi? Un abisso!

Vi sentite rispondere “non esagerare”? Lo spazio per l’interpretazione è minimo, ma è sempre e comunque personale.

Un complimento deve far piacere, è per chi lo riceve non per chi lo fa. Quando crea disagio, perde la componente positiva e diventa negativo.

E se lo faccio notare, non sono io che esagero. Bisogna smetterla e basta. Perché dove inizia la libertà di parola di qualcuno, potrebbe finire la libertà di qualcun altro.

StendardoLucia

Sono un’anima creativa che vive in una realtà di numeri. Ho un abbaino sempre aperto, per vedere il cielo.
Vivo ogni giorno, sopravvivo a volte, ma non mi arrendo mai.
Amo la fotografia e scrivo poesie e racconti. Le parole hanno sempre avuto un valore e un peso importante per me.
Nata a Torino, ho il mare nel sangue e le montagne negli occhi.
Sono Lucia e sono tante parole pensate.