Diario dei cinque anni: un modo per narrarsi e avere cura di sé

Alzi la mano chi di voi da bambina nascondeva in un angolino della cameretta il suo diario segreto… Sperando sempre che la mamma impegnata nelle faccende domestiche non lo scoprisse e sbirciasse i nostri piccoli pensieri. Sperando soprattutto che non leggesse la cronistoria mielosa del nostro primo amore. Ecco, sono sicura che dietro quello schermo siate in tante. Per questo vorrei parlarvi di come tenere il “diario dei cinque anni”.

Battute a parte, l’abitudine di tenere un diario è molto importante perché “ci si parla” e si entra in “autoriflessione”. Sia in adolescenza che in età adulta.

Tenere un diario in un tempo così frenetico è un buon modo per rallentare. E’ un modo per autonarrarsi davvero potente.

Olivetti - lettera 32Storytelling nel tempo e nello spazio di oggi

È un modello di diario che consente di avere lo stesso “spazio fisico” per cinque anni. È un diario programmato per durare cinque anni dove di giorno in giorno si può fare il punto di quello che si è vissuto. Funziona così. Se voi iniziate il 1 gennaio 2021 finirete il diario 31 dicembre 2026.

Ogni pagina, infatti, è divisa in cinque parti: potrete raccontare il 1 gennaio 2021, poi il 1 gennaio 2022 fino ad arrivare al 2026.

Man mano che lo scriverete avrete una mappa degli eventi, delle emozioni, delle paure, delle giornate sì e quelle no. Capirete man mano chi siete e dove state andando o dove vorreste andare.

Il diario dei cinque anni non è un’agenda

A differenza delle agende classiche dove c’è una grande pagina bianca che alle volte in alcune persone può scoraggiare la narrazione, lì c’è solo un piccolo spazio. Potrebbe bastare anche solo una parola chiave, un disegnino, potrete incollare il biglietto del treno di un viaggio, oppure uno scontrino che vi ricorderà il caffè con la migliore amica che non vedevate da tempo.

Questo metodo autonarrativo è utile perché dedicarsi cinque minuti crea un momento unico e irrepetibile di cura di sé. È un metodo che consente di mettere ordine ed ascoltarsi.

Sorriderete magari, quando che so il giorno 11 gennaio 2021 leggerete l’appunto: “giornata catastrofica” ed invece, il 2022 la stessa data riporterà “una giornata di sole e trascorsa con le persone amate”.

Il peso della memoria ha importanza nella ricerca autobiografica e genera un importante e nuovo equilibro interno.

Se stavate pensando a come iniziare dei percorsi di autobiografia il diario dei cinque anni è davvero un ottimo modo per cominciare.

Viviana Villani

Nella vita di tutti i giorni sono un’orientatrice professionale e una tutor d’aula. Mi occupo di sviluppare progetti di politica attiva e servizi al lavoro per alcune agenzie di Torino. Sono anche una counsellor ad orientamento narrativo sistemico. Credo nella potenza delle narrazioni e della scrittura autobiografica come ricerca di sé. Per questa ragione uno dei miei progetti è macchiadicafè.it in cui Orienta-menti è l’espressione della mia ricerca autobiografica attraverso bellissimi libri di cui lascio una breve recensione. Poi di tanto in tanto condivido la mia esperienza come case manager e tutor d’aula raccontando le storie più emozionanti di co-costruzione con i miei utenti ed allievi che li porta ad un percorso di nuova autoconsapevolezza e autodeterminazione.