Ripartenza, qual è la tua idea? Ecco cosa pensano alcune professioniste

1 month ago Attualità77

E’ finalmente iniziata la fase 2 di questo periodo assurdo che nessuno avrebbe mai creduto di vivere. La pandemia causata dal Covid 19 ha ucciso le persone e non solo. Oggi molte attività imprenditoriali sono indecise sulla riapertura. Interi settori e categorie professionali sono stati dimenticati dalle norme del Governo. Decreto dopo decreto, aggiustamento dopo aggiustamento sembra sempre che qualcuno sia lasciato indietro. In questo quadro come si può immaginare la ripartenza?

E ancora di più come possono immaginarla le donne su cui sono ricaduti tutti gli effetti dell’emergenza sanitaria?

Noi abbiamo deciso di dare voce proprio a quelle donne che hanno un’attività che i recenti eventi sembrano aver cancellato con un colpo di spugna. Donne che fanno impresa sulle loro competenze, capacità e qualità tecniche ed artistiche perché è anche così che si diventa partita iva, quindi impresa.

È anche così che si costruisce una professione in una Italia che a volte dimentica il suo tessuto economico e sociale.

 

Abbiamo dunque parlato di ripartenza, di come reinventarsi e anche del “mollo tutto”

Ciò che ne è venuto fuori è un bel mix di nuove idee e progetti come nel caso di Eleonora Frida Mino, attrice e autrice teatrale, e di Laura De Bortoli, organizzatrice di eventi e addetta stampa.

laura de bortoli eleonora frida mino

La mia vita sul palcoscenico e in mezzo a bambini e ragazzi è stata fortemente voluta tanti anni fa con l’obiettivo di far nascere la consapevolezza sui temi della legalità, della giustizia e della bellezza. Questi valori fondanti il mio mestiere, così come la volontà e la voglia continuare a farlo, non sono mutati! Tuttavia, il mio mestiere di attrice teatrale dipende dai teatri e dagli spazi ad oggi chiusi, e la possibilità di svolgere la professione di artista dai circuiti e dagli organizzatori in grado di programmarmi.

Per questo la riapertura non ha coinciso con ripartenza per noi appartenenti al settore teatrale, poiché non è stato riaperto proprio nulla!

In questo momento sarebbe importante che gli organizzatori promuovessero attività culturali all’aperto, nel rispetto delle norme, appuntamenti importanti per aiutare le persone a superare il trauma di questi mesi e a tornare a respirare bellezza. Sono preoccupata dalla poca consapevolezza dei vari amministratori circa i problemi del comparto culturale e dispiaciuta perché non vedo attenzione e pratiche concrete, e dunque per un attimo confesso di aver accarezzato l’idea di tornare a fare l’avvocato, mestiere che svolgevo tanti anni fa prima di dedicarmi al teatro ragazzi.

Poi ho deciso che non sarà una pandemia o un sistema poco tutelante, confuso o inerte a fermare i miei sogni professionali! E dunque, sto cercando di riallacciare e consolidare rapporti in tutta Italia nell’attesa di poter tornare in scena. E nel frattempo ho deciso di scrivere il libro che ho da sempre nel “cassetto delle idee più belle“- così Eleonora Frida Mino… che non molla.

Pandemia che ogni lavoro si porta via. Potrei riassumere così la mia professione di organizzatrice di eventi e addetta stampa e comunicazione di artisti, durante la fase 2 dell’emergenza Covid.” – riassume così Laura De Bortoli.

Mi sono chiesta: come e da dove riparto? Dal senso di libertà e bellezza che il mio lavoro davano alle persone che partecipavano alle mie iniziative.

Prima della pandemia stavo leggendo un libro interessante che (se qualcuno crede alle coincidenze) in qualche modo mi ha indicato la via: la necessità di avere un piano B.  E così durante questo periodo ho deciso di mettere in cantiere non solo un piano B, ma un C e un D.

Quindi partire proprio dalla nuova contingenza (in fondo come giornalista devo essere sul pezzo) e continuare a raccontare le storie positive, ma quelle dei protagonisti di questo periodo, come quelle degli infermieri che hanno lottato come leoni, quelle dei piccoli imprenditori che stanno rischiando di perdere tutto e usare gli strumenti attuali per portare alla luce gli esempi di chi ci crede e non si arrende.

Ho partecipato con gioia al progetto fotografico “Io sorrido”, della collega Barbara Oddetto, perché il mio lavoro è quello di raccontare la gioia di vivere attraverso l’arte, la cultura, lo spirito di iniziativa. Ripartirò dal web e dal suo lato positivo: la grande vetrina di possibilità che offre. La gioia del teatro interattivo, l’arte che dona bellezza, la capacità che hanno i piccoli artigiani di cavalcare l’onda e reinventarsi. Ripartirò proprio dalle persone e dalla loro voglia di libertà.”.
In bocca al lupo per la tua ripartenza, Laura.

 

C’è chi usa la ripartenza per ragionare fuori dai percorsi lavorativi battuti fino a quel momento

Come Marilena Paolone, personal travel specialist e Tatiana Erbì, web designer.

Marilena Paolone“Ho approfittato del riposo forzato per tirare giù un piano di lavoro (o di attacco? O di difesa? Devo ancora decidere…) – dice Marilena Paolone.

La nostra Italia è un capolavoro, perché non ripartire da qui? Sto provando ad organizzare itinerari tematici per piccoli gruppi di viaggiatori, uniti da una stessa passione. Secondo me la specializzazione, la creazione di un viaggio emozionale su misura è la salvezza, la chiave per la riapertura” – spiega Marilena.

 

 

tatiana erbìTatiana Erbì, titolare di una Web and Digital Agency, invece, dice: “Ripartenza: una parola lunga come i giorni trascorsi bloccata a casa, con ansia e paura difficili da gestire. CROP, la mia web agency, ha un nome con doppia valenza: ritagliare sì, ma come fanno i giardinieri. Potare per crescere più forti, più belli. Ho lavorato su questo e ripartirò così: credo nella mia anima mutevole, che ha bisogno dei cambiamenti per crescere e imparare ogni giorno. Trasformerò le mie conoscenze e la riapertura sarà a porte spalancate, per trovare insieme ai clienti nuove opportunità di sviluppo su strade probabilmente mai percorse”.

 

 

C’è poi chi è stato lungimirante e la ripartenza è lì dove ci si è interrotti

Come Roberta Pacchiega, consulente di viaggi.

roberta pacchiega“Nei giorni di stop forzato dove tutti abbiamo avuto modo di riflettere, ho capito che la decisione che presi qualche anno fa, si è rivelata la scelta giusta, anzi quasi all’avanguardia. Sono diventata una consulente di viaggio, una figura professionale che riesce a starti vicino nonostante le distanze.

I miei clienti avevano e avranno sempre una persona di riferimento da cui avere consigli sulle mete del Mondo, che li seguirà in ogni dettaglio con massima disponibilità oraria prima, durante e al rientro dalla vacanza.

Ho scelto di collaborare direttamente con agenzie viaggi della mia città, alle quali appoggio i miei clienti, che hanno un punto vendita “fisico” alle spalle e la mia consulenza per qualunque cosa. Offro un servizio “su misura” in base alle esigenze di chi mi contatta, mettendoci “la faccia” ed il cuore perché amo realizzare sogni di viaggio.” – conclude Roberta.

 

Le testimonianze di queste donne sono preziose in quanto mostrano quanto si può fare appello a tutte le proprie risorse interiori. Hanno tutte in mente “un piano B” e stanno tutte tornando a rinascere, in alcuni casi in modo nuovo o in altre vesti. Nessuna di loro è intenzionata a mollare e non dovreste farlo neppure voi!

 

Luciana

Luciana Spina, tante cose, ma qui soltanto blogger. Adoro osservare la realtà. Lo spirito critico e la concretezza sono, nel bene e nel male, le mie caratteristiche.