Un gioco da ragazze per diventare grandi in matematica ed economia

Talvolta per indicare attività semplici come le cose che fanno i bambini si usa l’espressione “un gioco da ragazzi”.  Nella lingua italiana, si sa, prevale il genere maschile e si nota anche in locuzioni come questa, ma se in realtà fosse un gioco da ragazze?

Magari perché per le ragazze è ancora più facile e veloce risolvere un problema?

E se ad essere maschilista fosse anche il mondo scientifico? Ormai conosciamo tutti la risposta, la conoscono soprattutto le donne e la apprendono sin da piccole.

Infatti, da una ricerca di Almalaurea, sui dati dei laureati nel 2018, è emerso che solo il 30% delle giovani donne si è laureato presso facoltà scientifiche.

A dispetto di questo dato però, è stato reso noto che le studentesse delle STEM si laureano con un voto medio più elevato e che terminano gli studi nei tempi previsti, rispetto ai colleghi maschi.

Ed ecco spiegato perché la matematica è anche un gioco da ragazze!

 

Matematica + Economia = Un gioco da ragazze è un progetto universitario per le studentesse del triennio delle superiori

Matematica + Economia = Un gioco da ragazze è un progetto per le scuole di istruzione secondaria promosso dal Dipartimento di Matematica “Giuseppe Peano” in collaborazione con il Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis” e il Dipartimento di Scienze economico-sociali e matematico-statistiche dell’Università degli Studi di Torino.

Il progetto ha attirato la nostra curiosità su Instagram. Così abbiamo intervistato la dott.ssa Beatrice Marola.

un gioco da ragazze 01

Come è nato il progetto?

È nato dalla mia tesi magistrale. Lo scorso anno avevo assistito a un seminario della Prof.ssa Ornella Robutti in merito alla differenza di genere in matematica.

In particolare, il suo lavoro di ricerca si incentrava sulle differenze già a partire dalle scuole elementari. Sono rimasta sorpresa. Così, quando ho dovuto scegliere l’argomento di tesi mi sono rivolta a lei che mi ha permesso di ideare un progetto per le scuole superiori.

 

Cosa prevede in concreto Matematica + Economia = Un gioco da ragazze ?

Il progetto “Matematica + Economia = Un gioco da ragazze” è un percorso che si snoda in 10 incontri con cadenza settimanale. Si è svolto con 30 studentesse (estratte dalle numerose richieste che ci sono pervenute) provenienti da diverse scuole del Piemonte.

In ogni incontro, raccontiamo la storia di una donna matematica o economista del passato. Poi si svolge un’attività didattica di tipo matematico o economico. 

Affiancata al progetto vero e proprio è nata la pagina Instagram, poiché rivolgendoci a delle ragazze di circa 18 anni mi è sembrato necessario utilizzare un mezzo di comunicazione più vicino alle loro esigenze. In questo modo posso veicolare messaggi più “Informali”, come dati, aneddoti e informazioni di attualità.

 

sarasesti beatrice marola ornella robutti

Quali obiettivi si prefigge il progetto?

Diversi studi sulla Math anxiety (l’ansia “da prestazione” in matematica) dimostrano come le ragazze apprendano meglio e più serenamente la matematica attraverso il dialogo e le argomentazioni. Piuttosto che con domande a crocette o competizione.

L’obiettivo che ci prefiggiamo è quindi, verificare se, costruendo un “safe place” senza le pressioni della classe, dove si incentivi il dialogo e l’errore venga considerato fonte di apprendimento, si possano ottenere risultati di apprendimento migliori.

 

Come è andata questa prima edizione di Matematica + Economia = Un gioco da ragazze ?

Direi bene considerando anche che è stata svolta a fondi zero. Utilizzando le risorse umane a disposizione dell’Università, abbiamo creato un team di professoresse, dottorande e laureande dalle Facoltà di Matematica ed Economia. Abbiamo fatto affidamento solo sulle nostre forze.

 

Si precisa che il team è costituito da Ornella Robutti, Giulia Bini, Beatrice Marola, Elisa Durbano, Erika Luciano, Giandomenica Becchio, Maria Laura Di Tommaso, Elena Scalambro.

La dott.ssa Marola ci spiega inoltre, che la modalità online da un lato, ha penalizzato l’aspetto umano, ma dall’altro ha permesso di costruire un gruppo eterogeneo di studentesse che, altrimenti, sarebbe stato impensabile a livello logistico. Ha riscontrato che con il tempo le ragazze hanno partecipato in modo sempre più attivo. Si sono sentite coinvolte e sono state coinvolgenti.

Grazie al finanziamento del Ministero delle Pari Opportunità, in questo mese di febbraio parte la seconda edizione. Si sono già iscritte 300 ragazze e questo fa ben sperare.

Non esiste modo migliore per celebrare la Giornata delle Donne nella Scienza, non credete?

Le immagini sono dell’Università degli studi di Torino

  

Luciana

Luciana Spina, tante cose, ma qui soltanto blogger. Adoro osservare la realtà. Lo spirito critico e la concretezza sono, nel bene e nel male, le mie caratteristiche.