Scout, la testimonianza di Oriana Mamma di due lupetti e volontaria della CNGEI

1 year ago Bambini250

Fino ad un paio d’anni fa non conoscevo lo scoutismo. Si, certo, sapevo dell’esistenza degli scout, ma non sapevo assolutamente nulla della loro attività.

Nel 2014, quando la mia seconda figlia, che era ed è piuttosto vivace, aveva 6 anni, ho visto vicino casa un cartello con la scritta “gruppo scout” e ho pensato di iscriverla ma, ahimè, lo scoutismo si comincia a 8 anni!!

Va beh… abbiamo dovuto aspettare, ma dopo due anni, a settembre, puntuale e sempre molto convinta, mi sono presentata per fare l’iscrizione. Alla prima riunione genitori arriva il colpo di fulmine!

Ci hanno spiegato cos’è lo scoutismo e detto che, se qualcuno avesse avuto voglia di mettersi in gioco per capire di più il mondo scout e cominciare a farne parte, c’era la possibilità di entrare come volontari. Si poteva aiutare il gruppo dando supporto ai capi che più direttamente preparano le attività per i ragazzi.

Ho dunque iniziato a partecipare ad una serie di incontri definito “percorso Senior”, in cui mi sono state spiegati i principi fondamentali dello scoutismo, le regole, la storia ormai centenaria degli scout e del suo fondatore, Baden Powell, nonché la sua diffusione in tutti i paesi del mondo. In Italia ci sono due associazioni Scout distinte: una è l’AGESCI, di impostazione cattolica, l’altra è il CNGEI, laica, di cui ora faccio parte anch’io.

Mi ha affascinato sapere che il saluto è uguale in tutto il mondo così come la gestualità e i principi di fratellanza e di rispetto che vengono trasmessi ai ragazzi con le stesse linee guida ovunque, nel rispetto delle usanze e delle tradizioni di ogni Paese.

Una cosa in particolare mi ha colpito: vedere che con un solo gesto, cioè alzare la mano destra piegando il pollice sul mignolo, mantenendo alzate solo le tre dita centrali, in un attimo tutto il gruppo si zittisce, perché vuol dire che quella persona sta chiedendo la parola. Questo succede anche se il gruppo è composto da centinaia di persone. Questa cosa mi ha davvero emozionata, servirebbe insegnarlo nelle scuole!!!

I valori vengono trasmessi dapprima attraverso il gioco che è legato alla storia del “Libro della giungla” di Rudyard Kipling e poi, crescendo, con attività mirate a insegnare il rispetto per se stessi e gli altri, ma anche verso la natura che ci circonda vivendo il più possibile all’aria aperta.

“Del mio meglio” è il motto dei “Lupetti”, cioè il gruppo che va dagli 8 agli 11 anni, che, guidati dai Vecchi Lupi (i Capi) cercano di capire e sviluppare le proprie capacità, e di crescere insieme come fratelli.

Poi si diventa “Esploratori”, dai 12 ai 15 anni, e si comincia a mettersi in gioco, a esplorare appunto il mondo esterno più autonomamente. Si imparano le tecniche scout, montare la tenda, accendere il fuoco, costruire cucine da campo, cucinare e mille altre cose pratiche, ma anche a conoscersi sotto l’aspetto della spiritualità. Il tutto sotto la guida di giovani adulti che spesso hanno affrontato le stesse situazioni solo pochi anni prima.

Infine, si arriva al gruppo dei “Rover”, dai 16 ai 19 anni e qui si impara a mettersi al servizio degli altri, ad essere utili, ci si prepara a diventare adulti a tutti gli effetti, ossia dei buoni cittadini del mondo.

A 19 anni si “prende la partenza”, cioè si esce dagli scout, ma dopo 11 anni di “carriera”, si può decidere di mettere la propria esperienza al servizio dell’associazione da cui negli anni precedenti si è appreso tanto e a cui a questo punto si può dare qualcosa. Infatti restando all’interno degli scout, si può fare un percorso Senior per diventare Capo con percorsi di formazione costanti che danno la possibilità di trasmettere ai nuovi Lupetti i valori dello scoutismo. Tra l’altro spesso i Capi, alle prese con la scelta dell’università, scelgono facoltà inerenti all’educazione, alla psicologia e all’istruzione in genere, e questo non è un caso. Oppure si può semplicemente far parte delle Risorse Adulte: da genitore come me, oppure da simpatizzante o ex scout, partecipando alle attività più strettamente organizzative e più pratiche. Ad esempio organizzare il servizio di cambusa o la preparazione del mangiare durante le uscite dei ragazzi (che generalmente una volta al mese partono per un intero weekend) , creare gruppi di lavoro e di autofinanziamento per sostenere le attività e le uscite, oppure occuparsi delle questioni  più prettamente burocratiche ed economiche del gruppo.

Io personalmente credo molto in questo metodo educativo, perché trovo che sproni i ragazzi a migliorarsi, ad avere fiducia in se stessi mettendosi continuamente alla prova e a crescere nel rispetto degli altri in un contesto democratico dove nessuno cerca di prevalere o sminuire i compagni. Anzi ci si aiuta per procedere insieme come gruppo ed aiutare chi ha difficoltà.

Io ho iniziato andando alle riunioni mensili, dopo aver seguito il percorso Senior, ho fatto la mia Promessa e ho ricevuto il mio fazzolettone blu durante un’uscita di Clan, (cosi si chiamano i Senior), poi ho iniziato a dare il mio contributo facendo la cambusiera in alcune uscite, sia di Branco (i Lupetti) sia di Sezione, mi sono occupata di autofinanziamento realizzando oggetti con il riciclo creativo da vendere per raccogliere fondi per l’associazione.

Quello che più di ogni altra cosa mi ha entusiasmata è stato incontrare tante belle persone (e al giorno d’oggi non è così facile) con sani principi, che mi hanno accolta nel gruppo che si sta formando pian piano coinvolgendo chi si sente vicino agli stessi valori avendo un unico obiettivo: quello di contribuire a sostenere un’associazione che porta avanti un metodo educativo veramente importante per “formare buoni cittadini e lasciare il mondo migliore di come lo si è trovato” – Parola di Baden Powell.

Ah dimenticavo… Anche la mia figlia più grande ora fa parte degli scout e ne è entusiasta.

Oriana

Oriana Maggia Catlet, Diplomata al 1° Liceo Artistico di Torino e specializzata in Decorazioni murali di pregio e Trompe l’oeil. Ho sperimentato come autodidatta varie tecniche pittoriche: olio, acrilici, pittura su ceramica, seta, tessuto, legno… Iscritta nel registro degli OPI (Operatori del Proprio Ingegno) del Comune di Torino, ho creato una mia linea di oggetti in legno e sono appassionata di riciclo creativo.