Lia Pascaniuc e l’Arte: quando un’opera racconta i cambiamenti climatici.

1 month ago Lo Specchio di Venere85

Abbiamo conosciuto Lia Pascaniuc in un caldo pomeriggio di luglio. Quando arriviamo nel suo studio, un meraviglioso palazzo d’epoca in Crocetta, veniamo accolte da un grande sorriso e da un’eleganza tutta d’un pezzo.

Lia ci accompagna subito in una stanza piena di opere d’arte meravigliose. Con estrema naturalezza, come se fossimo amiche di vecchia data, ci offre un calice di Pinot Gris, mentre osserviamo, a bocca aperta, l’ologramma di un pesce chirurgo muoversi su una struttura in vetro.

Lia Pascaniuc 01

Selezione di opere Vita Liquida presso Hotel Albatros, Varigotti

E qui comincia la nostra chiacchierata.

Lia Pascaniuc è una visual artist, nata nel 1981 in Romania, e arrivata qui a Torino nel 1997, all’età di soli 16 anni. Prima di passare in rassegna le nostre domande, ci racconta un po’ di sè. Ci dice di essere l’ultima di 7 figlie. Ci racconta che la Romania che lei ha vissuto prima della caduta del Muro di Berlino, era molto chiusa e piena di tabù. Cose che le impedivano di conoscere il mondo fuori dai confini nazionali.

Nel 1989, insieme alla morte del papà, lei e la sua famiglia vivono anche la fine del comunismo e la rivoluzione interna con tante difficoltà a causa dell’inflazione. Aggiunge che la sua famiglia aveva ricevuto indietro le proprie terre, ma non esistevano mezzi indutriali privati per coltivarle. Allora la piccola Lia, ogni giorno tornata a casa da scuola, doveva contribuire al lavoro nei campi, per farli fruttare e permettere alla famiglia di continuare a  mantenerli. Ci dice che per arrotondare, durante l’inverno, passavano le notti a ricamare.

Racconta anche la sua sete di conoscenza che la spingeva a tornare a casa con i libri nascosti sotto la gonna in quanto la mamma non era d’accordo che lei perdesse tempo con lo studio.

Queste, le vicissitudini che stanno dietro all’artista che Lia Pascaniuc è diventata oggi. Quello che ci ha raccontato va ben oltre le aspettative che ci eravamo portate dietro il giorno dell’intervista.

Crediamo che l’arte in ogni sua forma sia una vocazione, un dono. Nel tuo caso, da dove nasce quest’attitudine all’arte? Eri già creativa da bambina, è una passione che hai sempre avuto o ti è stata trasmessa?

L’arte mi è sempre stata d’aiuto. È stata un po’ il mio mantra. Sicuramente è sempre stata una grande passione che ho coltivato nel tempo.

Nel mio tempo libero andavo per mostre, nei musei o alle inaugurazioni, ma solo da appassionata. Le vivevo con grande spirito di osservazione, che si ripercuoteva su tutte le altre città che visitavo, ovviamente. Avevo sempre nutrito il desiderio di tramutarlo in lavoro, ma dovevo mantenermi da sola e di conseguenza l’animo commerciale (ho studiato economia) emergeva.

Selezione di opere Vita Liquida presso Hotel Albatros, Varigotti

Io non so se sono brava a fare arte in generale. So che ho delle cose da dire, da trasmettere, da creare. La mia ispirazione parte sicuramente sempre dalla scienza unita ad uno studio approfondito e da una curiosità. Poi, sicuramente, hanno influito anche gli studi di arte e mesteri che ho fatto in Romania, (principalmente modellare l’argilla e i ricami, con i quali sono nata!

Con tutto quello che ho studiato, letto e letto ancora, ho sicuramente, sviluppato un’immaginazione particolare. Nel 2003, ad esempio, sono arrivata prima classificata in un concorso in cui premiavano la consistenza e l’idea creativa che stava dietro a un racconto. Ho vinto il concorso realizzando un testo teatrale senza avere una reale padronanza della lingua italiana. Questo è successo perchè avevo già una forte creatività.

Man mano che andavo avanti, l’arte diventava un lavoro progettuale. Mi rendevo conto che alcune cose non venivano dette pubblicamente: il tema del sociale, l’economia e le problematiche legate agli aspetti demografici come le migrazioni, o all’ambiente.

Io volevo far capire a tutti il forte impatto che le persone hanno sull’ambiente. Nelle mie opere, infatti, la persona deve stare da questa parte, deve osservare. In tutte le mie opere non viene mai rappresentata la persona.

Sicuramente gli studi in economia (sono laureata in Consulenza economica e giuridico d’impresa) mi hanno aiutato a farlo diventare un lavoro redditizio.

Una delle tematiche più sviluppate nelle opere di Lia Pascaniuc è quella delle emergenze dell’odierna società, quindi parliamo di cambiamenti climatici. Tema più che mai attuale, visti tutti i movimenti che stanno nascendo a salvaguardia del pianeta.

A questo proposito, ci racconti un po’ uno dei tuoi ultimi progetti, ovvero Vita Liquida? Com’è stato realizzato, e da dove è arrivata l’ispirazione?

Quando ho realizzato questi lavori era il 2005.

All’epoca documentavo molto il progetto e quando lo proponevo in giro, mi guardavano come se fossi un’aliena. Tutto quello che veniva detto sull’ambiente erano dei trafiletti minuscoli e insignificanti. Adesso non si parla d’altro.

Vita Liquida non è altro che un insieme di 5 progetti (Luce Liquida, Le Trasformaizoni Irreversibili, Global Warming, Aurora Light, Le Nuove Tecnologie) e mi rendo conto che mette insieme tutti i miei studi e la filosofia di Bauman.

Ho chiamato Vita Liquida tutto quello che sono i pesci che avete visto, come ad esempio gli ologrammi. È un’opera più ampia, come se fosse una grande parentesi.

L’elemento comune di tutti questi progetti è l’acqua in ogni sua forma.

 

Le emergenze della nostra società sono, ahimè, numerose. Tra i tuoi progetti futuri c’è in programma qualcosa che affronti il tema dell’immigrazione o delle discriminazioni di genere? Intendo, qualche progetto relativo a problemi umanitari?

I migranti ambientali, dove andranno? È una scultura sulla riflessione legata al fatto che i cambiamenti climatici provocano a loro volta grandi movimenti di specie.

Quando c’è un problema ambientale, come ad esempio uno tsunami, vengono movimentati parecchio anche gli spostamenti delle persone. In tanti progetti si parte proprio dal problema climatico, che spinge gli esseri umani e anche le specie a spostarsi.

Lia Pascaniuc 02

Selezione di opere Vita Liquida presso Hotel Albatros, Varigotti

Con la mia arte mi sono dedicata molto di più alla natura perchè il pianeta è un contenitore. Nessuno ci fa caso e tutti erodono in modo spaventoso.

Non abbiamo più scelta già adesso. Purtroppo andrà sempre peggio.

Con l’arte puoi sensibilizzare, si sensibilizzano anche i bambini e le nuove generazioni. Se ci scoraggiamo o ce ne freghiamo tramandiamo questo messaggio!

Invece, ognuno di noi deve fare qualcosina. Sono onesta, mi piacerebbe fare molto di più .Tutto quello che voi vedete qui è frutto di tanti incontri e studi con le aziende. Mi sono fatta sponsorizzare. Mi sono fatta fornire le alte tecnologie per poter realizzare le mie opere perchè volevo far capire il motivo per cui lo faccio.

Quando presentavo il Global Warming mi dicevano “Ah vabbè, ma non va di moda, è solo un paesaggio.”.

Adesso se vai alla Bocconi c’è una mostra sulla Patagonia! Sono felice che ci siamo arrivati, anche se in ritardo. Purtroppo, però, credo che questa cosa sia una tendenza mediatica più che una reale preoccupazione delle persone. La necessità è reale, ma il modo in cui viene gestita somiglia più che altro a una moda.

Il messaggio di  Lia Pascaniuc

Ci tengo a sottolineare che attraverso la mia arte io non voglio dare un messaggio negativo. Al contrario, io ho una speranza. La mia speranza sta nella bellezza. Io voglio usare la bellezza per dare dei messaggi importanti. Credo molto nel principio della fisica che recita “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Si spera sempre in una stabilità che la natura è in grado di garantire da sola.

E sapete chi è che sensibilizza in tutte queste situazioni? L’Arte.

Non è la propaganda, ma è sempre l’Arte, la Cultura, il Teatro perchè viene tramandata per generazioni.

Mentre riflettiamo sul senso profondo delle parole di Lia Pascaniuc, e le facciamo sempre più nostre, lei ci mostra una serie di prodotti bellissimi. Derivano dal suo estro e riportano il suo marchio. Abbiamo la fortuna di ricevere in regalo due bellissimi libri d’artista (con tanto di firma in originale!!) corredate da una graziosa shopper.

Uscendo dallo studio di Lia, ci siamo rese conto di quanto ci abbia fatto sognare e appassionare quest’incontro. Così siamo tornate a casa respirando un’aria nuova e colorata.

 

 

Nella foto di copertina: Lia Pascaniuc indossa una sua stola in seta tratta dal progetto artistico Aurora Light

Lucia Giannini

Lucia Giannini, da sempre con la passione per la scrittura e gli eventi culturali, un binomio che mi permette di dare libero sfogo alla mia necessità comunicativa.