Eleonora Frida Mino, un pomeriggio con lei e il suo teatro della legalità

6 months ago Lo Specchio di Venere188

Uno dei sorrisi più veri che abbiamo mai incontrato è senza dubbio quello di Eleonora Frida Mino. Classe 1976, Eleonora si laurea in Giurisprudenza nel 2003, ma durante tutta la sua formazione non può fare a meno di seguire la sua indole artistica, che la spinge, fin da giovanissima a scrivere testi teatrali e a recitare. Oggi Eleonora è autrice e attrice di teatro per la legalità e, salendo sul palco, racconta storie di mafia che hanno lasciato il segno.

Incuriosite dalla felice combinazione tra arte e legge che solo Eleonora Frida Mino ha saputo creare, abbiamo chiesto di poterla incontrare. Il risultato? Tanta emozione… soprattutto per noi.

Siamo state subito accolte con grandi sorrisi e tanta disponibilità, e così come fa sul palco, Eleonora Frida Mino non ha esitato a mettersi a nudo, e a permetterci di conoscerla meglio.

La sua storia ha origine in una famiglia di giuristi, motivo per il quale da ragazza accetta il mandato famigliare e intraprende la strada degli studi in giurisprudenza. Frida, l’alter ego di Eleonora, non smette di scalpitare e di far emergere la sua parte creativa e artistica. Fin da bambina l’amore per il teatro e la passione per la scrittura la portano, occasionalmente, a recitare e a rendersi autrice lei stessa di spettacoli teatrali. Come permettere a due parti opposte della propria personalità di co-esistere?

«Sono stata tanti anni in guerra»,

ci confessa, ma tale conflitto si risolverà nel momento in cui Eleonora e Frida s’incontreranno per dare vita all’Eleonora Frida Mino che abbiamo il piacere di conoscere oggi.

L’evento scatenante, ci racconta, è stato quello che lei definisce «La Caduta del Libro». Durante una passeggiata in centro, un pomeriggio, avvicinandosi ad una bancarella le casca sui piedi il libro di Luigi Garlando “Per questo mi chiamo Giovanni”, dedicato a Giovanni Falcone. All’epoca Eleonora stava già facendo tanto teatro per ragazzi, ma non le era mai venuto in mente che avrebbe potuto coniugare il teatro con la legalità. Immediatamente leggendo la quarta di copertina, le si apre un mondo. Lei è giurista, sa cos’è la mafia, sa cos’è un processo, e sa anche come mettere in scena delle opere teatrali. Da lì, nasce il suo meraviglioso progetto e le sue due anime, Eleonora e Frida, s’incontrano.

«Non c’è stata una volontà razionale di mettere in pace le due parti: è stata una via artistica che ha permesso ad entrambe di congiungersi!».

La possibilità di partire con quel progetto, l’ha messa dinanzi ad alcune sfide e difficoltà. Eleonora si accorge che la sua figura di artista sta cambiando e che deve iniziare a mettersi in gioco al 100%, completamente da sola: «É stato un rinnovamento in cui mi sono messa alla prova con me stessa e ho detto “Ok: adesso ci metto la faccia!”». E così è stato. Nonostante le enormi difficoltà ad interagire con la burocrazia, la fatica di trovare i contributi e il dover dare spallate per costruire le collaborazioni, Eleonora raggiunge le 143 repliche nazionali. Porta lo spettacolo tratto dal libro di Garlando in tutta Italia. Sebbene il successo e gli onori siano arrivati, per Eleonora questo resta solo un punto di partenza:

«Ancora adesso io sogno di trovare una strada alternativa per poter fare tante repliche e interagire bene con tutto l’apparato organizzativo.»

Ciò, chiaramente implica la gestione da parte di un bravo manager e una solida struttura organizzativa di base, che permetta al talento e alla figura artistica di Eleonora di emergere ancora di più.

Eleonora Frida Mino porterà sul palcoscenico della Casa del Teatro per Ragazzi due spettacoli. Il 18 gennaio 2019 andrà in scena con “LE RIBELLI, Donne che hanno sfidato o scelto la mafia”. Si tratta di un’analisi dettagliata di sei personaggi femminili esaminati sotto tre punti di vista: quello di madre, quello di figlia e quello della carriera.

La presenza di materiale verificato e di fonti certe sulle loro vite ha permesso ad Eleonora di raccontare sei donne: Maria Stefanelli, Giovanna Cannova, Denise Cosco, Lucia Riina, Emanuela Loi e Marisa Merico di Giovine. Maria Stefanelli è stata scelta per vicinanza: «É una testimone di giustizia di adesso, delle nostre zone e nessuno sa niente di lei». Emanuela Loi, invece, è la prima donna poliziotto che muore in servizio e che durante l’interpretazione la porta sempre ad una forte commozione. Proprio ad Emanuela Loi, sarà infatti dedicata una delle prossime opere teatrali di Eleonora Frida Mino, in cui racconterà la sua storia sotto forma di monologo.

Il personaggio che le ha creato maggiore difficoltà è stato senza dubbio quello di Lucia Riina. Ci confessa che per riuscire ad interpretarla è rimasta chiusa in casa in pigiama per 7 giorni consecutivi: «Non riuscivo a capacitarmi di come una persona, consapevole della complicità del padre in numerosi omicidi, potesse andare in televisione nel 2013 a dire “sono fiera del cognome che porto”». La Riina difende il padre perché è una figlia e un terzo dei ragazzi delle scuole al quale è stato proposto questo personaggio, l’ha giustificata. Questa è la mafia più pericolosa e più difficile da sconfiggere.

 

«La donna potrebbe cambiare le cose, ma la donna è portatrice degli stessi valori, è lei che educa i ragazzi, è lei che tiene insieme la famiglia, è lei che perpetua la tradizione mafiosa».

Ecco perché “LE RIBELLI” è così importante.

Il 19 gennaio 2019, invece, è la volta di “PER QUESTO! – Spettacolo dedicato a Giovanni Falcone, al Pool Anti mafia” – alla fine del quale presenzieranno anche Giancarlo Caselli e Garlando, autore del libro.

 

Il messaggio dello spettacolo è molto forte: agli adulti lascia il ricordo emotivo di quei terribili anni; mentre per i bambini ci sono ben tre insegnamenti: non essere omertosi, la speranza (poiché Giovanni Falcone rivive nella ragazzina che Eleonora interpreta), e il coraggio di affrontare le conseguenze delle proprie decisioni. Bisogna avere il coraggio di decidere, di denunciare, sapendo che, però, ci saranno delle conseguenze. Eleonora è molto onesta anche con i suoi spettatori più piccini, e non racconta loro delle favole:

 

«Il vero coraggio non è non aver paura, il vero coraggio è sapere quali sono le conseguenze, dominarle, stare lì, respirare e sapere che ce la puoi fare anche se ci sono quelle conseguenze lì».

Che dire dunque? Ci vediamo a teatro!

Lucia Giannini

Lucia Giannini, da sempre con la passione per la scrittura e gli eventi culturali, un binomio che mi permette di dare libero sfogo alla mia necessità comunicativa.